Una giornata con Luna Rossa al villaggio tecnico

Li abbiamo visti trionfare alla finale dell’America’s Cup di Napoli, che si è chiusa domenica con le ultime regate di flotta. Sono gli italiani di Luna Rossa, guidati dal Presidente Patrizio Bertelli che a giugno verrà inserito nell’America’s Cup Hall of Fame situata presso l’Herreshoff Marine Museum. Due i catamarani AC45, Swordfish e Piranha, capitanati rispettivamente dagli skipper Max Sirena e Chris Draper, quarantotto in totale gli uomini del team, di cui sedici a formare gli equipaggi. Tra questi c’è anche un napoletano, Pierluigi De Felice.
Sabato scorso, nella quarta giornata di regate annullata per le difficili condizioni meteo, mi sono avvicinata a lui; stava per andare a pranzo e a quel punto gli ho garantito che sarei ripassata, magari l’indomani, prima della regata, in modo da vivere insieme all’equipaggio questo particolare momento. Così è stato!
Mi sono spesso chiesta, in questi giorni dell’AC a Napoli, cosa facessero gli uomini degli equipaggi nel “villaggio” tecnico, quando non impegnati negli allenamenti o nelle regate. Già mi ero resa conto che i membri degli equipaggi, coadiuvati dai loro tecnici, fossero parecchio presenti negli hangar a monitorare gli AC45, considerando che c’è un lavoro non indifferente per mettere i catamarani in acqua e per tirarli a secco. Le imbarcazioni infatti vengono tolte dall’acqua e smontate mediante una gru. L’ala rigida, dopo aver tirato a secco l’AC45 viene staccata e riposta in orizzontale all’interno dell’hangar, mentre lo scafo è lasciato all’esterno con una copertura di protezione.
Vi sono, inoltre, una serie di operazioni che fanno da cornice: il lavaggio dello scafo, gli interventi di cucitura (e si usa proprio la macchina da cucire!) sui pezzi dell’ala e altre procedure. Per non parlare dei ripetuti briefing negli hangar per fare il punto della situazione in seguito agli allenamenti. Ebbene, tutta questa energia che animava il villaggio tecnico nei giorni precedenti alle regate ufficiali, si è intensificata assumendo ritmi quasi frenetici proprio a partire dalle prime gare. Spostamenti repentini tra un punto e l’altro dell’area, per le più disparate ragioni, lavoro continuo fuori e dentro gli hangar. Un caos organizzato di persone, che sanno esattamente cosa devono fare e per quale ragione, e soprattutto dove reperire gli strumenti utili. Oltre alla folla di persone impegnate all’interno di ciascun hangar, c’era un continuo spostamento di biciclette da un punto all’altro del villaggio. Ed è proprio una bicicletta la vera protagonista di questo mio atipico approccio col team di Luna Rossa. Sono arrivata all’hangar domenica mattina alle 10.30, con la curiosità tipica di chi vuole sapere e conoscere qualcosa ma di cui non sa definire i contorni. I membri dell’equipaggio avevano appena finito il briefing quotidiano, in previsione delle regate. Ho cercato Pierluigi De Felice che era ancora impegnato e in quel momento ho sentito rumori provenire dalla cucina dell’hangar, ogni hangar ha la sua cucina all’interno. Considerando che la prima regata in programma era prevista per le 12.50, mi è sembrato chiaro che di lì a poco si sarebbero fermati per il pranzo. Come la cucina anche l’area ristoro è situata all’interno dell’hangar. Mi arrendo e aspetto. Mi allontano per fare due foto all’interno del villaggio tecnico. Ritorno dopo poco all’hangar e mi imbatto nel timoniere di Luna Rossa Swordfish Paul Campbell James che si stava divertendo a fare dei veri e propri cross con una bicicletta. Mi vede, ci salutiamo. Gli chiedo finalmente cosa fanno i membri dell’equipaggio prima di una regata, a parte godersi il pranzo e andare avanti e indietro con una bicicletta da cross. Mi sorride e risponde con simpatia: “Just relax”. Questo succedeva prima di una regata: “Just relax”. Una volta messe a punto le strategie, con i catamarani ormai in mare, restano le ultime cose: stretching – alcuni membri dell’equipaggio fanno esercizio coadiuvati dal coach – pranzo e gli ultimi scambi di opinioni e battute scherzose.
La fase successiva è la vestizione. Una volta pronti escono insieme dall’hangar e attraversano la parte del villaggio situata tra la base e il piccolo molo da dove partono i gommoni, dove gli equipaggi salgono sui loro catamarani. Accompagnati da parenti, amici, addetti ai lavori, il team ha sfilato fra la curiosità di quelli che come me si trovano lì per vederli partire e distanziarsi dalla costa. Ci mancherà tutto questo.
Li ho salutati e ho aspettato che si allontanassero con i gommoni.
Un’atmosfera Really friendly.
di Doriana Vitiello
Redazione digitale America’s Cup Napoli





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